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La casa è sempre più piccola, ma crescono gli spazi «social»

Spazi “privati” sempre più piccoli e segreti. Dotati di ogni comfort e tagliati a misura di chi li vive (soprattutto la sera e soprattutto per riposo e intimità). All’inverso, ambienti a uso comune sempre più presenti e collettivi. Belli da vivere, curati in ogni dettaglio, dove è possibile osare. Anche perché, alla fine, la bolletta delle spese è condivisa. E la manutenzione è gestita da qualcuno che se ne prende cura.

È il trend che probabilmente caratterizzerà le nuove abitazioni: una realtà in crescita nelle capitali europee, ma anche in Italia. Soprattutto a Milano, dove uno dei primi casi famosi è stato quello di Pomaseiuno, ma dove le esperienze si moltiplicano anche in periferia, in progetti come My Bonola nell’area gallaratese o come Quintiliano5. Ma anche a Roma, dove sta per inaugurare (sarà presentata alla stampa domani, giovedì 17 maggio) Domus Aventino, residenza di pregio nata dalla storica sede Bnl e oggi completamente riqualificata. Un edificio che punta – fra i suoi pregi – proprio alla fruizione delle aree comuni, dalla palestra a una sala meeting ed eventi.

La riflessione sui nuovi spazi dell’abitare, del resto, parte dalla normativa. Se attualmente la metratura minima per poter considerare un’unità immobiliare come autonoma è di circa 28 metri quadrati (cambia leggermente a seconda del regolamento edilizio comunale), in futuro lo standard a cui si guarda a livello europeo è di 25 metri quadrati. Lo stesso confronto internazionale su come efficientare gli edifici, si sta interrogando sulla possibilità di trasferire una serie di funzioni negli spazi comuni. Per risparmiare risorse, pur mantenendo inalterate (o addirittura ampliando) le possibilità per chi vive l’edificio. Del tema si è occupato lo European Council for an Energy Efficient Economy e Kyoto Club: l’incontro si è svolto a Roma a inizio aprile.

Il ripensamento del modo con cui concepiamo la nostra casa è stato anche al centro del Salone del Mobile di Milano: da Scenari Immobiliari che ha mappato i trend di sviluppo del mercato nel capoluogo meneghino ad Habitissimo, che in una ricerca ha sottolineato l'uso spinto della domotica per la sicurezza, il risparmio energetico e il comfort come caratteristiche di base delle nuove unità immobiliari. Fino a DoveVivo, azienda milanese nata nel 2007 da un’idea di Valerio Fonseca e William Maggio che offre soluzioni chiavi in mano a studenti e giovani lavoratori fuori sede, ha addirittura sviluppato come evolve il mercato a partire dal profilo degli abitanti e, in particolare, da quello delle giovani donne. L'inquilina 4.0 – afferma l’indagine – vuole arredi moderni e appartamenti piccoli. Dove sono irrinunciabili la presenza di armadiature spaziose, la luminosità e la possibilità di accedere a terrazzi e balconi (anche comuni), l'ubicazione rispetto alla rete di mobilità.

In ultimo, di“new urban bodies” – cioè di nuovi spazi del palinsesto quotidiano dell’abitare – si occupa una mostra inaugurata ieri a Roma al Palazzo degli Esami che indaga la crescente abitudine della popolazione a vivere il tempo, lo spazio e la proprietà in modo fluido e strategico. Lontano dagli schemi delle generazioni del passato.

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