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Ecco le aziende leader sulle «quote rosa» (e in Borsa)

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Ecco le aziende leader sulle «quote rosa» (e in Borsa)

L’uguaglianza di genere resta purtroppo un obiettivo difficile da raggiungere all’interno del mondo del lavoro. È però sempre di maggiore attualità e fra gli investitori, molti dei quali iniziano a fare particolare attenzione alle aziende che si distinguono sul tema delle pari opportunità, tanto da riservare loro un ruolo privilegiato nei portafogli in nome delle strategie che seguono l’approccio della finanza sostenibile (Esg, Environmental social and governance per dirlo con termini anglosassoni) e che acquisiscono rilevanza giorno dopo giorno. Del resto, come ricorda McKinsey, raggiungere la parità di genere sul lavoro equivarrebbe ad aumentare il Pil globale di 28mila miliardi di dollari entro il 2025.

Un approccio a 360 gradi
Per questo motivo Equileap, una società di ricerca indipendente nata proprio con lo scopo di accelerare i progressi in tema di uguaglianza di genere sui luoghi di lavoro ha passato ai raggi x le blue chip di 23 fra i Paesi più sviluppati per capire quali siano più sensibili e rispettose nei confronti del criterio equality gender utilizzando però un approccio a 360 gradi. Non limitandosi cioè a valutare soltanto aspetti basilari come la composizione del CdA e del top management oppure il lato retributivo, ma spingendosi anche a considerare il rapporto vita/lavoro all’interno delle aziende e l’impegno delle stesse per l’emancipazione femminile.

Dalla selezione all’investimento
Dalla selezione, effettuata applicando ben 19 criteri differenti a oltre 3mila realtà, sono emerse le 200 società quotate con maggiore consapevolezza del tema, imprese alle quali Equileap ha assegnato un punteggio (35 il livello massimo raggiungibile) e anche una sorta di rating (da A+ a C-). E che la società di investimento Lyxor (gruppo SocGen) ha a sua volta ulteriormente scremato (fino ad arrivare a quota 150) per creare appositamente un Etf, ovvero un fondo di investimento passivo che investe proprio sui titoli di queste aziende racchiusi nell’indice Solactive Equileap Global Gender Equality .

“«Far confluire capitali verso società che effettivamente dedicano attenzione alla parità di genere non è soltanto un modo per promuovere un maggior equilibrio, ma dovrebbe essere anche una fonte di incremento dei rendimenti nel corso del tempo»”

Clarisse Djabbari, Lyxor. 

Il tema è infatti quanto mai sentito fra gli investitori, in particolare fra la schiera di coloro che danno crescente importanza alla responsabilità e alla sostenibilità dei progetti che di fatto si vanno a finanziare. «Far confluire capitali verso società che effettivamente dedicano attenzione alla parità di genere non è soltanto un modo per promuovere un maggior equilibrio, ma dovrebbe essere anche una fonte di incremento dei rendimenti nel corso del tempo», nota Clarisse Djabbari, Deputy Global Head of ETFs and Indexing di Lyxor.

RENDIMENTI A CONFRONTO
Andamento dell'indice Solactive Equileap Global Gender Equality e dell'Msci World negli ultimi 5 anni

A ben guardare, il Solactive Equileap Global Gender Equality Index ha in effetti registrato negli ultimi 5 anni una performance superiore a quella dell’Msci World delle azioni mondiali di oltre il 10 per cento. Parte di questa differenza deriva chiaramente dal fatto che la distribuzione dei titoli equality gender è differente sia a livello geografico sia sul piano settoriale, ma non c’è dubbio che anche essere più rispettosi dei criteri possa essere una carta vincente. Dopotutto gli Etf che applicano un approccio Esg hanno ricevuto quest’anno un’ottima accoglienza da parte degli investitori in Europa, attraendo 2 miliardi di euro di nuovi asset, che portano il totale a 5,8 miliardi.

Un ciclo virtuoso
Anche per questo motivo la classifica Equileap è stata forse presa molto sul serio dallo stesso mondo produttivo: «Siamo stati contattati da chi è ai vertici della graduatoria, che ci ha espresso la propria soddisfazione, ma anche da chi non vi è rientrato affatto», sottolinea Diana Van Maasdijk, a.d. e fondatrice di Equileap. Il fatto che le aziende si informino per migliorare il proprio ranking dimostra che i migliori possono diventare esempio per gli altri e soprattutto che si può innescare una sorta di ciclo virtuoso fra gli investimenti e la maggior consapevolezza in merito ai temi legati alla parità di genere.

La top ten e le italiane
La classifica delle società più sensibili al tema della parità di genere

Osservando più in profondità all’interno delle classifiche Equileap si scopre una prevalenza di aziende provenienti da Australia, Francia, Gran Bretagna e soprattutto Paesi scandinavi che non stupisce. La capofila è L’Oreal, che però ha raccolto appena 22 dei 35 punti a disposizione, un segnale del fatto che vi sono ancora enormi possibilità di miglioramento. L’Italia purtroppo occupa le posizioni di rincalzo: delle 53 società quotate con capitalizzazione superiore ai 2 miliardi di dollari che sono state esaminate soltanto Intesa Sanpaolo e UniCredit sono entrate in graduatoria, ma non proprio ai vertici (sono rispettivamente 64esima e 150esima). «Il punteggio medio registrato nel vostro Paese è appena 8 e addirittura 8 società non hanno risposto al questionario né inviato i dati che avevamo richiesto», lamenta Van Maasdijk. Di strada da fare ce n’è evidentemente ancora parecchia.

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