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Fincantieri ritenta il delisting di Vard

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Fincantieri ritenta il delisting di Vard

Fincantieri procede, come da piani, per il delisting della controllata Vard, attiva nell’offshore. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono aveva già tentato l’operazione nei mesi scorsi con un’offerta pubblica di acquisto sulla società, quotata alla Borsa di Singapore, puntando a superare il 90% di adesioni. Ma quell’asticella non è stata centrata e l’Opa, nata come totalitaria e modificata in corsa, si è conclusa con il raggiungimento di una quota pari al 74,45% del capitale (dal 55,63% detenuto a monte).

Ora l’azienda triestina, che è arrivata a controllare il 79,3% di Vard, rilancia il progetto di uscita dal listino. Così ieri il “braccio” oil&gas di Fincantieri ha reso noto di aver presentato alla società una proposta, che ruota attorno a un delisting volontario e che il cda di Vard ha esaminato rinviando l’approvazione a un’assemblea straordinaria. I cui tempi di convocazione non sono stati indicati, ma che, iter tecnici permettendo, dovrebbe svolgersi entro la fine dell’anno. L’addio alla Borsa, chiarisce il comunicato diffuso ieri, è condizionato all’ok di almeno il 75% del totale delle azioni presenti in assise (e al mancato voto contrario di almeno il 10 per cento). In base all’offerta di uscita, Fincantieri offrirà agli azionististi di Vard 0,25 dollari di Singapore per titolo (0,24 dollari quelli messi sul piatto in sede di Opa nei mesi scorsi), per un esborso massimo di 60,9 milioni di dollari di Singapore (38,5 milioni di euro ai cambi attuali) in caso di piena adesione.

In attesa di conoscere l’esito dell’operazione, Fincantieri ha incassato ieri il giudizio positivo di diversi analisti dopo i risultati diffusi la scorsa settimana. Banca Akros ha alzato la raccomandazione da accumulate a buy con il prezzo obiettivo che sale da 1,1 a 1,3 euro. Kepler Cheuvreux ha invece rivisto il prezzo da 1,07 a 1,25 euro, con raccomandazione buy. Anche Equita Sim ha migliorato la pagella (target price da 1 a 1,2 euro), confermando la raccomandazione hold. Mentre Banca Imi resta hold sull’azienda triestina, ma non ha escluso una revisione delle stime.

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