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Partita aperta sulla vendita Vitrociset

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Partita aperta sulla vendita Vitrociset

  • –Marco Ludovico

ROMA

La vendita di Vitrociset è tutta da definire. E la comunicazione fatta lunedì dall’imprenditore Antonio Di Murro oggi per annunciare un accordo ormai concluso è stata smentita dalla proprietà.

Di Murro «non ha pagato il prezzo» della transazione, recita un comunicato di Giacomo Cavallo, amministratore unico di Ciset che controlla il 98,5% di Vitrociset. Come sottolineato ieri dal Sole24Ore, infatti, la partita sulla vendita è aperta. Ma a questo punto sembra ormai chiusa per Di Murro. La proposta dell’imprenditore era stata considerata interessante dagli attuali proprietari perché l’offerta di acquisto coinvolgeva non solo la società che fornisce servizi al ministero della Difesa, dell’Interno e ai Servizi di informazione e sicurezza, ma anche il patrimonio immobiliare, stimato in circa 25 milioni. Di Murro ancora ieri ha dichiarato di aver «raggiunto un accordo di acquisto di Ciset-Vitrociset con l’unico formale interlocutore titolato, la Croce International BV, con atto firmato dall’amministratore unico della società olandese Johan Coenraad Jaakke».

Ma se è vero come dice Cavallo che Di Murro non ha versato il prezzo pattuito, il relativo contratto è nullo. E di conseguenza la lettera inviata venerdì a palazzo Chigi con la documentazione è priva di un requisito essenziale. Gli esiti conseguenti sembrano scontati. A meno che Di Murro non provveda nel frattempo a versare la cifra pattuita - si parla di una somma di circa 65 milioni - ma in molti si chiedono quali sarebbero i soggetti del finanziamento. Aspetto fondamentale visto che Vitrociset è sotto la lente continua dele forze armate e di polizia e del Dis.

La proprietà di Vitrociset già un anno e mezzo fa aveva svolto riunioni alla Presidenza del Consiglio per manifestare la volontà di cessione della società. Occorreva infatti aprire una procedura dove i soggetti pubblici e privati in ballo assicurassero non solo trasparenza finanziaria ma anche ogni cautela e garanzia rispetto ai requisiti Nato e di sicurezza nazionale.

In questi mesi, così, i potenziali compratori si sono fatti avanti, almeno tre o quattro. Tra gli altri, il fondo di private equity Armonia - il presidente è Sigieri Diaz della Vittoria Pallavicini - interlocutore considerato con interesse anche in ambienti governativi; con il fondo la trattativa non si è poi conclusa per la mancata intesa sul prezzo di vendita. La sintesi, dopo oltre un anno e mezzo dalla manifestazione di volontà di vendita, è che la società fa gola ma il percorso di acquisto è complicato dalla natura di Vitrociset, azienda coinvolta negli interessi di sicurezza nazionale, ma anche dalla difficoltà di trovare i soggetti con tutti i requisiti.

Gli appetiti non mancano, occorrono tuttavia non soltanto acquirenti affidabili ma anche responsabili di gestione con tutte le competenze specifiche. Si assiste così a un affollamento di alti gradi militari e appartenenti al mondo della sicurezza, pronti a entrare nel consiglio di amministrazione. In realtà, anzichè poltrone, Vitrociset ha bisogno di un rilancio strategico.

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