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La Mifid 2 esordisce con tre proroghe a sorpresa sui mercati dei future

effetto brexit

La Mifid 2 esordisce con tre proroghe a sorpresa sui mercati dei future

È probabilmente la più grande operazione di regolamentazione finanziaria della storia. Ma dopo sette anni di preparazione e oltre due miliardi di euro di costi complessivi, la rivoluzione della Mifid 2, la nuova direttiva europea sui servizi di investimento, esordisce oggi con tre proroghe eccellenti di ben trenta mesi: quella concesse all’ultimo minuto dalla BaFin, la Consob tedesca, alla Borsa dei derivati Eurex, la più grande in Europa (controllata da Deutsche Börse), in risposta a quelle accordate dalla britannica Fca al London Metal Exchange e all’Ice Futures Europe.

La vera sorpresa è arrivata ieri: con un breve comunicato, nel tardo pomeriggio l’autorità di regolamentazione tedesca (la Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht) ha concesso al colossale mercato dei derivati Eurex altri trenta mesi per adeguare le proprie procedure di trading e clearing alle regole della Mifid 2. Per gli importanti future trattati sull’Eurex - come quelli sull’indice continentale Eurostoxx 50, sul benchmark azionario tedesco Dax, sui decennali obbligazionari tedesco Bund e italiano BTp - l’articolo 35 della Mifid 2 verrà di conseguenza applicato solo a partire dal 3 luglio 2020.

La proroga a poche ore dall’entrata in vigore della nuova direttiva è stata richiesta da Eurex principalmente per le incognite legate a Brexit e alla decisione della Financial Conduct Authority britannica di concedere una proroga a due importanti mercati future d’oltremanica. La Gran Bretagna rappresenta infatti il principale mercato europeo di clearing dei derivati, e il rischio concreto è che possa eludere la stringente regolamentazione introdotta dalla Mifid 2, provocando secondo i tedeschi di Eurex rischi di stabilità sui mercati.

Più in generale, banche e broker hanno fatto i salti mortali per adeguare i propri sistemi informatici alla nuova direttiva, che impone una rendicontazione molto più dettagliata di ogni singola operazione. Secondo la società di consulenza Opimas, l’implementazione della Mifid 2 finirà per costare all’industria finanziaria due miliardi e mezzo di euro complessivi, con un conto che per le singole grandi banche potrebbe aggirarsi in media sui 40 milioni di euro. Secondo i broker, inoltre, la Mifid 2 deprimerà i volumi di scambio nelle prime settimane del 2018.

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