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I tre motivi per cui le Borse frantumano nuovi record

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I tre motivi per cui le Borse frantumano nuovi record

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Il Dow Jones oltre 25mila punti non si era mai visto. Questo pomeriggio l’indice della Borsa di Wall Street - che ha chiuso il 2017 con un rialzo del 25% - ha toccato nuovi massimi di tutti i tempi. Al pari degli altri due grandi indici newyorkesi, l’S&P 500 e il tencnologico Nasdaq. Wall Street è in rialzo dal 2009, ovvero da nove anni consecutivi. Solitamente i cicli rialzisti non durano più di 0tto anni. Stando a come è iniziato il 2018 c’è la sensazione che l’azionario Usa punti ad inanellare un clamoroso filotto di 10 anni di crescita delle quotazioni.

Ma non sprinta solo Wall Street. Questa mattina Tokyo ha aperto le danze con un +3% mentre Piazza Affari è la migliore Borsa d’Europa con un rialzo superiore al 2%. Come mai le Borse di tutto il mondo - che ormai hanno superato 80mila miliardi di dollari di capitalizzazione, 13mila in più rispetto a 12 mesi fa - continuano a salire? Abbiamo contanto almeno 3 motivi.

Economia in costante espansione
Oggi sono arrivati dagli Usa nuovi dati spumeggianti sul fronte del mercato del lavoro. In dicembre le aziende private del Paese hanno creato 250mila nuovi posti di lavoro, 60.000 più del previsto.

Notizie positive anche nell’Eurozona dove a dicembre, l'indice Pmi composito, che raggruppa i settori manifatturiero e servizi, è salito a 58,1 punti da 57,5 del mese precedente, record da febbraio 2011. Segnali che incoraggiano il credo degli investitori che siamo entrati ormai stabilmente in una nuova era, la Goldilocks economy, un ciclo di crescita costante, moderato e che non crea troppa inflazione. L’ideale per chi vuole investire sui mercati azionari.

Il “rischio” politico è oggi meno sentito
Piazza Affari oggi corre recuperando parte del gap accusato negli ultimi giorni sulle altre Borse a causa dei dubbi legati all’esito elettorale del 4 marzo. Tuttavia cresce la convinzione nelle stanze degli operatori che le elezioni - pur se dovessero manifestare una maggioranza instabile - non dovrebbero in ogni caso rappresentare un problema eccessivo in relazione all’attuale ciclo espansivo.

Ne sono un esempio la Spagna - dove al momento l’assenza di un governo in carica non sta condizionando l’indice IBEX 35 - e la Germania dove, nonostante da settembre i negoziati post-elettorali per la formazione di una maggioranza non abbiano finora portato a nulla - il DAX 30 viaggia sui massimi di tutti i tempi.

Le obbligazioni sono ancora troppo care
Il mercato obbligazionario continua a viaggiare su una bolla alimentata dagli acquisti degli ultimi anni delle banche centrali. I tassi sono talmente bassi (e i prezzi che si muovono in direzione opposta sono talmente alti) che non rappresentano al momento una tentazione eccessiva per chi voglia “girare” il portafoglio dalle azioni verso i bond. Il rapporto rischio/rendimento continua a premiare nella maggior parte dei casi ancora le azioni che, a differenza delle obbligazioni, viaggiano su multipli elevati (non sono certo a buon mercato) ma (così pare se le stime sugli utili in crescita nel 2018 dovessero essere confermate) non in bolla.

twitter.com/vitolops

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