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A Detroit tutte le nuove sfide del settore

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A Detroit tutte le nuove sfide del settore

  • –Mario Cianflone

Detroit

Dal Consumer Electronic Show di Las Vegas al North American Auto Show di Detroit. L’industria dell’auto, dopo la parentesi ad alto contenuto hi-tech coincisa con la rassegna nella capitale del Nevada, torna a confrontarsi nella città dell’auto a “stelle e strisce” in vista delle sfide industriali che l’attendono nel 2018: una di queste saranno le cosiddette “robocar”, come chiamano negli Usa le vetture a guida autonoma, con ancora un non esistente livello 5 di autonomia che le rende al momento più una trovata di marketing che altro. General Motors ha chiesto all’autorità federale che le auto autonome possano operare sulle strade degli Stati Uniti senza rispettare i 16 standard di sicurezza previsti con un possibile taglio di costi della sperimentazione, a oggi insostenibili. Analogo discorso vale per lo spinoso problema delle batterie. Sempre GM è impegnata a ridurne il costo di un terzo entro i prossimi tre anni, ma nello stesso tempo non stacca la “spina” in tema di autonomia che aumenterà.

Svolta ecologica, invece, per Ford che entro il 2022 prevede di lanciare 13 nuovi veicoli elettrificati, tra cui anche la variante ibrida della sportiva Mustang. Un’altra Ford che sarà elettrificata è il truck F-150, l’auto più venduta negli Usa. L’accelerazione del programma di elettrificazione ridimensionerà in Ford la produzione per gli Usa della Fiesta e della ST, la versione sportiva, che verranno così cancellate dai listini americani.

Guardando, invece, all’Europa, Volkswagen si dovrebbe confermare, per il secondo anno consecutivo, leader nel settore “automotive” a livello mondiale davanti a Toyota e all’alleanza Renault-Nissan. Il big tedesco ha da tempo deciso di puntare sull’elettrico con l’obiettivo di diventare leader sul fronte dell’elettrificazione: dal primo febbraio, alla guida del settore ci sarà Thomas Ulbrich, sino ad ora responsabile della produzione di VW con una lunga esperienza “cinese”. I primi modelli ad arrivare saranno le elettriche l.D. in vendita in Europa nel 2020 a un prezzo vicino a quello della Golf diesel, circa 23mila euro e la versione crossover I.D. Crozz che è destinata prima agli Stati Uniti dove debutterà nello stesso anno. VW ha sviluppato poi un’apposita piattaforma elettrica, la Meb destinata anche per modelli di grande diffusione di altri marchia e cioè Audi, Seat e Skoda, cui si aggiungerà la base per auto sportive e supercar alla spina in fase di realizzazione da parte di Porsche, ma utilizzabile anche da Audi e Lamborghini. Nel 2020, è previsto un volume di produzione di circa 100mila veicoli, mentre per il 2025 l’obiettivo è un milione di auto elettriche.

Sul fronte delle elettriche, l’industria dell’auto attende la risoluzione dell’equazione Tesla. Riuscirà Elon Musk a produrre e consegnare tutte le Model 3 già ordinate?

Quanto al quarto produttore mondiale, Hyundai ha in programma di lanciare 31 modelli a basso impatto ambientale dal 2020. In generale, il gruppo sta pensando a modelli diversi che offrano tutte le principali alimentazioni alternative, elettrica, ibrida, ibrida plug-in e idrogeno. Una parte di questa strategia prevede l’allargamento dell’offerta di ibride, sotto le carrozzerie dei sempre più richiesti Suv e crossover, anche di grandi dimensioni. Inoltre Hyundai si è alleata con Cisco per sviluppare una nuova generazione di connected car.

Tra l’altro, la contaminazione tra automotive e industria tech vede alleanze e consorzi, come quello per la guida autonoma composto da Bmw, Fca e Intel Mobileye, nonché un sempre più forte coinvolgimento delle startup innovative nei progetti delle case automobilistiche. Nissan ha per questo deciso di investire un miliardo di dollari. Ma arriveranno tante elettriche “pure”, anche premium.

Infine l'alleanza Toyota e Mazda che punta sugli Usa con un investimento di 1,6 miliardi di dollari per il loro impianto di produzione congiunto a Chattanooga in Tennesee da 300mila veicoli l’anno e 4 mila addetti, destinati a produrre la metà del planning di Toyota Corolla e per l’altra metà di un futuro crossover Mazda.

Ha collaborato Corrado Canali

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