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Sui 150 milioni di «Nano» spariti un’inchiesta della polizia…

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Sui 150 milioni di «Nano» spariti un’inchiesta della polizia Postale

L’inchiesta è per furto. Nel mirino della polizia Postale è finito l’ammanco da 17 milioni della criptovaluta Nano, per un valore di circa 150 milioni di dollari. Il fascicolo è stato avviato dopo che sono state registrate operazioni anomale sulla piattaforma di scambio italiana Bitgrail srl, la quale ha per prima diffuso una nota registrando la scomparsa del capitale in criptomoneta.

La notizia - già raccontata nell’edizione di domenica scorsa del Sole 24 Ore - ora trova nuovo vigore con l’apertura dell’indagine che presto potrebbe riservare interessanti sorprese. Perché nel mirino della polizia Postale è finita l’attività della piattaforma italiana di scambio, Bitgrail srl, gestita da un italiano, Francesco Firano, di Firenze.

Gli investigatori stanno ricostruendo tutte le movimentazioni finanziarie fatte attraverso la piattaforma di scambio, individuando aspetti tutti da chiarire e che potrebbero svelare come si è consumato il furto, che ha portato svariati investitori a perdere il proprio capitale.

Un’operazione che avrebbe lasciato almeno una traccia sui server, e che ora gli investigatori della Postale stanno seguendo per mettere a punto una informativa da depositare alla magistratura.

Ma andiamo con ordine. Il Nano Core Team - titolare della criptomoneta - afferma di essere venuta a conoscenza l’8 febbraio scorso della perdita del portafoglio di Bitgrail srl attraverso Francesco Firano. Lo stesso, stando a quanto detto dal Nano Core Team, avrebbe anche chiesto di modificare il libro mastro per celare l’ammanco.

Alle 21:30 del 9 febbraio successivo compare sul sito di Bitgrail una nota: «da controlli di verifica interna di congruità delle operazioni di prelievo sono emerse delle transazioni non autorizzate che hanno portato ad un ammanco di 17 milioni di Nano costituenti parte dei portafogli gestiti da Bitgrail srl. La notizia ha provocato una flessione della criptomoneta, passata in poche ore da 11,5 dollari a 8,25. Una nota degli sviluppatori Nano Core Team afferma che «dalla nostra indagine preliminare non è emersa alcuna doppia spesa nel libro mastro e non abbiamo motivo di credere che la perdita sia dovuta a un problema nel protocollo di Nano.

I problemi sembrano essere legati al software Bitgrail». Gli sviluppatori hanno aggiunto che «abbiamo ora sufficienti motivi per credere che Firano abbia ingannato il Nano Core Team e la comunità riguardo alla solvibilità dello scambio Bitgrail per un significativo periodo di tempo». Nei giorni scorsi il Sole 24 Ore ha avuto modo di ascoltare Firano, il quale esclude le responsabilità dell’ammanco.

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