Finanza & Mercati

Escalation sui dazi manda ko le Borse. Piazza Affari -1,6%,…

  • Abbonati
  • Accedi
la giornata dei mercati

Escalation sui dazi manda ko le Borse. Piazza Affari -1,6%, giù Cnh

Andamento titoli
Vedi altro

Il rischio di una nuova escalation nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, con la minaccia di nuovi dazi Usa da settembre e la promessa di analoghe ritorsioni da parte della Repubblica Popolare ha mandato al tappeto i listini azionari mondiali. L'Europa (qui l'andamento degli indici) ha così tirato il freno dopo il mini rally degli ultimi giorni: a Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in calo dell'1,58%. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, le vendite hanno colpito in primo luogo Cnh Industrial (-4,92%) sul timore che il botta e risposta sul fronte dei dazi coinvolga presto anche i prodotti agricoli. Giù anche Banca Mediolanum (-3,7%) e Tenaris (-3,4%), mentre si sono salvate Davide Campari (+1,31%) e Leonardo - Finmeccanica (+0,4%). Sopra la parità anche Saipem (+0,14%) nonostante il calo del greggio: i titoli del gruppo hanno beneficiato della prospettiva di un aumento della produzione di gas da parte della Nigeria.

Rimbalza Carige: a settembre resa dei conti tra soci
Rimbalzo per Bca Carige: a fine settembre l'assemblea degli azionisti sarà il teatro del confronto per il controllo del board tra Malacalza Investimenti e i nuovi soci guidati da Raffaele Mincione che punta in tempi brevi a una aggregazione per l'istituto ligure. Ieri a sorpresa il finanziere romano, ufficialmente titolare del 5,4% del capitale, ha chiesto di inserire nell'ordine del giorno della prossima assemblea, che dovrà nominare il nuovo presidente, anche il voto sulla revoca di tutto l'attuale board e in seconda battuta sul rinnovo dell'intero consiglio. Il cda di Carige di ieri ha esaminato la proposta e nella riunione del 3 agosto dovrebbe formalizzare la convocazione dell'assemblea per fine settembre: in quella sede è probabile che si vada a un confronto all'ultimo voto tra la Malacalza Investimenti (titolare del 20,6% e autorizzata a salire fino al 28%) e lo stesso Mincione che da tempo è al lavoro per raccogliere consensi tra gli investitori istituzionali e che punta a portare dalla sua parte anche il pacchetto del 9% nelle mani di Gabriele Volpi.

Minerari e auto nel mirino delle vendite. Giù la Juventus a Piazza Affari
Le vendite a Piazza Affari colpiscono in maniera significativa anche il risparmio gestito (Azimut e Banca Generali in particolare) mentre nel comparto bancario scivola Banca Pop Er. Sotto la parità Telecom Italia: secondo indiscrezioni di stampa, ci sarebbe stato nei giorni scorsi un incontro tra il ceo Genish e il numero uno di Open Fiber, Starace, che avrebbe respinto nuovamente l'ipotesi di una fusione tra le rispettive infrastrutture. Giù Juventus Fc che ieri ha ufficializzato l'acquisto del calciatore portoghese Cristiano Ronaldo per 100 milioni di euro a cui si aggiungeranno oneri accessori per 12 milioni di euro. A Francoforte la peggiore è Volkswagen, a Parigi giù Carrefour. A Londra, oltre ai minerari, cade Burberry che ha diffuso i conti trimestrali evidenziando un incremento delle vendite in termini comparabili del 3% e ha confermato la guidance per l'intero esercizio.

Dollaro in rialzo per i dazi di Trump, petrolio in discesa
Sul mercato dei cambi l’euro è in calo nei confronti del dollaro anche se in recupero rispetto ai minimi del durante: la moneta unica vale 1,1717 dollari (1,1744 ieri in chiusura e 1,1695 il minimo odierno). L’euro passa di mano anche per 130,69 yen (130,36 ieri), mentre il rapporto dollaro/yen è a 111,61 (111,00). In calo il prezzo del petrolio, sia per la guerra dei dazi sia per l'apertura del Segretario di Stato Usa Mike Pompeo a un atteggiamento tollerante verso gli altri Paesi in merito alla messa al bando del petrolio iraniano a partire da novembre. Il future agosto sul Wti cede l’1,54% a 72,97 dollari al barile, mentre la consegna settembre sul Brent perde il 2,37% a 76,99.

Spread BTp-Bund in allargamento a 238 punti base
Sul fronte dei titoli di Stato, chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha terminato la seduta a 238 punti base, in allargamento di 2 punti base rispetto al closing della vigilia. Stabile il rendimento del BTp decennale benchmark, che viene indicato sullo stesso livello di ieri in chiusura, al 2,69 per cento.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

© Riproduzione riservata