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In Gazzetta la Dop per la mozzarella di Gioia del Colle. E la battaglia…

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In Gazzetta la Dop per la mozzarella di Gioia del Colle. E la battaglia continua

L'annuncio del ricorso al Tar del Consorzio della mozzarella di Bufala non ferma l'iter procedurale di riconoscimento della mozzarella Dop di Gioia del Colle. E la guerra delle mozzarelle continua. E' stato infatti pubblicato in Gazzetta ufficiale la proposta del ministero delle Politiche agricole di riconoscimento della denominazione di origine protetta mozzarella di Gioia del Colle.
''E' una vittoria del territorio - commenta Piero Laterza, presidente del Comitato promotore e degli allevatori di Ara Puglia - che riconosce la storicità, la passione e la tipicità di quanti, da almeno un centinaio di anni, allevano bovini da latte nei 16 comuni previsti dalla denominazione, nell'area Alta Murgia barese tarantina. Qui storicamente gli artigiani hanno fatto la differenza nella qualità della produzione casearia. E Gioia del Colle è stato tra i primi territori nella produzione e nell'export del nostro oro bianco''.

Il disciplinare dell'oro bianco
Tra i punti qualificanti il disciplinare di produzione proposto dal Mipaaf, precisa Laterza, la lavorazione del latte entro le 36 ore dalla mungitura; nell'alimentazione animale il vincolo all'utilizzo di almeno il 60% di produzioni locali, tra foraggere e cereali; nella trasformazione l'obbligo del siero innesto, paragonabile al lievito madre nella panificazione, e quindi l'assenza di prodotto chimico.
Essenziale anche il benessere animale con i bovini, perlopiù di razza Bruna e Frisona, al pascolo nei campi quando la stagione lo consente e non meno di 150 giorni l'anno.
Se non ci saranno opposizioni entro 30 giorni, l'iter si sposta a Bruxelles che dovrebbe ufficializzare il via libera “entro l'estate'' auspica Laterza.

Partita aperta
Ma “la partita non è affatto chiusa - ha detto il presidente del Consorzio della mozzarella di bufala Domenico Raimondo - andremo fino in fondo e utilizzeremo ogni mezzo a disposizione per evitare quello che è a nostro avviso un clamoroso autogol dell'Italia. Il ricorso alla magistratura è il prossimo passo, ma anche a livello comunitario siamo pronti a far sentire la nostra voce, visto che l'ultima parola spetta all'Ue”.
Quale il motivo ufficiale del contendere? Secondo i produttori campani la parziale omonimia con la denominazione mozzarella di bufala campana crea confusione e un danno. Peraltro l'area di produzione della bufala campana si estende soprattutto nelle province di Caserta, Napoli e Salerno, ma arriva fino a quelle di Frosinone, Latina e Foggia.

Latte vaccino
“Il nostro obiettivo - risponde Laterza - è creare sinergie, massima disponibilità a collaborare per far crescere due eccellenze italiane. Il logo è ben distinto tra i due marchi, e come elemento di mediazione già alla riunione del 7 dicembre al Mipaaf abbiamo aggiunto la dicitura 'prodotto da latte vaccino'. Siamo certi delle capacità di scelta del consumatore che apprezza la qualità delle tue produzioni fresche e le Dop sono solo una ulteriore garanzia''.

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