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McDonald’s, panini da chef e vegani: l’hamburger global si…

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negli usa si sperimenta la carne non surgelata

McDonald’s, panini da chef e vegani: l’hamburger global si rifà l’immagine

Joe Bastianich testimonial della «MySelection» di McDonald’s
Joe Bastianich testimonial della «MySelection» di McDonald’s

Tempi duri per il fast food nell’epoca di «Masterchef», veganismo e slow food. O forse no, a patto che i giganti del fast food riescano a interpretare l’onda nuova di Masterchef, veganismo e slow food. McDonald’s, multinazionale americana che di fast food è praticamente sinonimo, ci prova: da domani debutta «MySelection», la linea di hamburger premium selezionati da Joe Bastianich che di «Masterchef» è una specie guru.
Tre le ricette proposte: My Selection Bbq e My Selection Egg, entrambe realizzate con hamburger da 180 grammi di carne 100% bovina, e My Selection Chicken, a base di 100% petto di pollo. I clienti potranno contare sulla garanzia di provenienza della carne, rigorosamente da allevamenti italiani, abbinata a ingredienti di alta qualità. Rigorosamente a marchio: nel My Selection Bbq la cipolla rossa di Tropea Igp si sposa all’aceto balsamico di Modena Igp, insieme con il formaggio gouda stagionato e la salsa coleslaw. Al centro del My Selection Egg un uovo fresco italiano, preparato al momento, con formaggio natural cheddar, insalata, salsa ranch, cetrioli e bacon croccante. Il My Selection Chicken punta sulla deliziosa salsa ai pomodori gialli campani e al provolone Valpadana Dop, un formaggio semiduro a pasta filata tipico della cucina meridionale prodotto anche nel Nord Italia.

Se ci metti l’endorsement di Bastianich, personaggio di grande popolarità televisiva, il miracolo potrebbe riuscire. Tutto ciò in Italia, nei 560 ristoranti contrassegnati dalla grande «emme» gialla. Ma la rivoluzione, in un’azienda globale come McDonald’s, va ben oltre il confine delle Alpi, piegandosi a strategie molto diverse a seconda del mercato di riferimento. In Svezia e Finlandia, paesi particolarmente sensibili al consumo responsabile, è arrivato per esempio McVegan, il panino «etico» con hamburger a base di soia. Progetto che, da qui ai prossimi messi, potrebbe essere esportato altrove.

Negli Usa carne non surgelata
Intanto i media Usa parlano di «Archburger», un panino a base di carne fresca. Proprio come la multinazionale aveva affermato nel marzo scorso, quando aveva promesso che nel 2018 avrebbe iniziato a produrre il suo iconico Quarter Pounder con carne non surgelata. Un passo quasi obbligato per l’azienda, sempre più sotto pressione a causa della popolarità delle catene rivali che già offrono questo prodotto, da Shake Shack a In-N-Out Burger. «Non vediamo l’ora di avere preziosi commenti dai nostri clienti, stiamo continuando ad aumentare il livello con nuove proposte», ha commentato la società. Secondo i media Usa, McDonald’s sta testando il nuovo Archburger in sette ristoranti a Tulsa, in Oklahoma. Ed entro la metà del 2018 dovrebbe essere distribuito nella maggior parte dei suoi 14 mila fast food. Negli ultimi anni McDonald’s ha apportato diverse modifiche al suo menu per andare incontro alle richieste dei consumatori americani, sempre più attenti a ciò che mangiano. Per esempio ha tagliato i conservanti artificiali dai Chicken McNuggets e ha sostituito il succo di mela nei suoi Happy Meals con uno che contiene meno zucchero.

Tra Warhol e i no global
C’è «innovazione di prodotto», è indubbio, ma anche un’abile mossa di riposizionamento in chiave di marketing per una multinazionale che, all’inizio degli anni Duemila, veniva bersagliata da cortei no global, libri come No Logo di Naomi Klein e film come Super Size Me di Morgan Spurlock. Parliamo di meno di 20 anni fa ma ci sembra un’epoca lontanissima, un tempo che il clown Ronald, simbolo dell’impero mondiale degli hamburger, sembra essersi definitivamente lasciato alle spalle. Quant’è vero che, come diceva il padre del pop Andy Warhol, «la cosa più bella di Firenze è McDonald’s».

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