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Il Pil tedesco corre a +2,8%, mercato del lavoro da record

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Il Pil tedesco corre a +2,8%, mercato del lavoro da record

Angela Merkel
Angela Merkel

L’economia tedesca corre, più veloce delle attese, e aumenta l’occupazione: tornano alla vita attiva donne che erano uscite dal mercato del lavoro; restano in servizio più a lungo gli ultrasessantenni. Cresce anche la partecipazione dei cittadini Ue residenti in Germania. A causa del calo demografico, negli ultimi dieci anni, dal 2006 al 2016, il tasso di partecipazione - forza lavoro in percentuale della popolazione attiva -è aumentato di oltre quattro punti, dal 64,7 al 69,1 per cento, l’incremento più elevato tra i Paesi dell’Unione, fatta eccezione per i Baltici. A fronte di una media Ue del 64,4.

Il dato sul Prodotto interno lordo del terzo trimestre - più 0,8% sul secondo e 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente - ha mostrato una crescita robusta oltre le previsioni, trainata da esportazioni e investimenti delle imprese in macchinari. L’economia tedesca continua dunque un’espansione consistente, con il vento in poppa dei consumi domestici aiutati dal record di occupazione, tassi e inflazione bassi. Il mercato del lavoro è un elemento determinante ma anche una vulnerabilità della prima economia dell’Eurozona.  

Più donne al lavoro
Finora, sottolinea un report dell’istituto Diw di Berlino, il calo demografico non ha eroso la forza lavoro grazie soprattutto all’aumento della partecipazione. Il balzo più elevato - sottolineano gli autori Karl Brenke e Marius Clemens - si è registrato tra le donne, la cui partecipazione è salita dal 58,4% al 64,4 per cento. In forte aumento anche la fascia d’età 55-59 (dal 79 all’82,3%) e 60-64 (dal 47,4 al 58,6 per cento). Tra gli ultrasessantacinquenni (fino a 69 anni) il tasso è passato dal 10,2 al 15,6 per cento.

L’aiuto dei migranti
n soccorso della Germania e della crescita sono arrivati i “migranti economici”, gran parte dagli altri Paesi Ue. Si tratta di una popolazione dove la partecipazione al mercato del lavoro è aumentata, sottolinea il rapporto di Diw Berlin. Nel 2016 il tasso complessivo è stato superiore a quello dei tedeschi, soprattutto tra i giovani, a causa della mobilità degli ultimi cinque anni sull’onda della crisi economica di molti Paesi dell’Unione. Molto più indietro, rispetto ai tedeschi e agli altri europei, si collocano i cittadini extra-Ue a dimostrazione che il flusso ingente di migranti e rifugiati non riesce per il momento a compensare il calo demografico. La sfida, peraltro, diventerà sempre più difficile nei pr0ssimi anni, quando usciranno dal mercato del lavoro i baby-boomers (il picco si è raggiunto nel 1964). Allora senza flussi migratori netti ingenti, la Germania non sarà in grado di “nutrire” la sua economia.

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