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Il Sudafrica riparte da Ramaphosa

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l’erede di mandela nuovo leader dell’anc

Il Sudafrica riparte da Ramaphosa

Il selfie della vittoria: Cyril Ramaphosa dopo l’annuncio della sua elezione al vertice dell’Anc
Il selfie della vittoria: Cyril Ramaphosa dopo l’annuncio della sua elezione al vertice dell’Anc

Cyril Ramaphosa, il 65enne vicepresidente di Jacob Zuma, è stato eletto alla guida dell’African National Congress, il partito di Nelson Mandela che lo avrebbe voluto come successore alla presidenza del Sudafrica. Diciotto anni dopo, il desiderio di Madiba sembra destinato a realizzarsi: in qualità di leader dell’Anc Ramaphosa mette fin d’ora una mano sulla presidenza del Paese, alla scadenza del mandato di Zuma nel 2019. O forse anche prima.

I mercati festeggiano: da leader sindacale cresciuto a Soweto, Ramaphosa è diventato un importante businessman, tra i più ricchi del Sudafrica. E malgrado la sua storia non sia esente da ombre, ha posto la corruzione al centro del proprio impegno, denunciandola come causa principale della decadenza dell’economia ed equiparandola a «un tradimento». Sarà questa la sfida principale che Ramaphosa dovrà affrontare, determinante per risollevare la popolarità dell’Anc danneggiata proprio dagli scandali che hanno costellato i nove anni di presidenza Zuma. E Ramaphosa, malgrado sia un veterano dell’Anc e abbia lavorato al fianco di Zuma dal 2014, nella sua campagna ha preso le distanze dal presidente cercando di presentarsi come l’uomo della svolta. È soprattutto l’economia ad aver bisogno di un rilancio: Ramaphosa promette un “new deal”.

La scelta dei delegati dell’Anc a Johannesburg non era affatto scontata, in un confronto combattuto così ferocemente da far temere una spaccatura del partito. Alla fine Ramaphosa ha avuto la meglio su Nkosazana Dlamini-Zuma, moglie del presidente, con 2.440 voti contro 2.261. Mentre Ramaphosa gode dell’appoggio della comunità degli affari,la signora Dlamini-Zuma aveva messo al centro della propria agenda la lotta ai persistenti squilibri razziali, e al predominio dei bianchi nel mondo del business. Sulla sua vittoria contava il marito, che teme di essere estromesso prima della scadenza del mandato.

All’annuncio della vittoria di Ramaphosa il rand ha festeggiato salendo ai massimi di nove mesi sul dollaro. Imprenditore di successo con la sua investment company Shanduka, e prima ancora co-fondatore del più grosso sindacato dei minatori sudafricani, Ramaphosa unisce le aspettative di industriali e lavoratori in un Paese in cui la disoccupazione è a un tasso del 27,7% contribuendo a far crollare la popolarità dell’Anc ai minimi dal 1994, l’anno della fine dell’apartheid. Allora, fu proprio Ramaphosa a guidare la squadra dell’Anc nei negoziati con il National Party al potere.

«Cyril sa che cosa serve all’economia - ha dichiarato all’agenzia Bloomberg Enoch Godongwana, responsabile della politica economica dell’Anc -; e ha la capacità di mobilitare i sudafricani attorno a un obiettivo comune». La sua promessa, oltre alla lotta alla corruzione, è portare a +5% la crescita scesa al 2% nel terzo trimestre dell’anno; ridare fiducia agli investitori e rimettere in ordine i conti dello Stato, migliorando nello stesso tempo sanità e istruzione.

Nelson Mandela con Lindiwe Sisulu in una foto del 2003

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