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Germania: Spd nel caos, eletto ad interim il vice di Schulz

DOPO LE DIMISSIONI DEL LEADER

Germania: Spd nel caos, eletto ad interim il vice di Schulz

Olaf Scholz, eletto ad interim alla guida della Spd(Epa)
Olaf Scholz, eletto ad interim alla guida della Spd(Epa)

Caos nell'Spd. Martin Schulz si è dimesso ieri da leader del partito socialdemocratico ma al suo posto, con un incarico ad interim, è stato nominato «come da protocollo» il suo vice, Olaf Scholz. Andrea Nahles si apprestava a passare alla storia ieri pomeriggio come la prima donna salita alla guida dell' Spd. Ma dovrà aspettare a questo punto il congresso dell'Spd che si terrà il 22 aprile, secondo fonti politiche, con un voto di 600 delegati. L'ascesa di Andrea Nahles che ambiva alla posizione di leader temporaneo, avendo dalla sua parte il supporto dei vertici del partito, è stata bloccata dalla base, che ha contestato il metodo, appellandosi allo statuto: è stato rilevato infatti che quando il presidente si dimette, in automatico il suo posto viene preso dal suo vice in attesa di una nomina con votazione. Questa “rivolta” è il segnale della frattura tra la base e i vertici del partito. Una frattura che tiene in sospeso l'attesissimo esito del referendum sulla GorKo, quando il 4 marzo verrà reso noto il voto a favore o contro l'accordo della Grande Coalizione espresso dai 470.000 circa iscritti al partito.

Andrea Nahles comunque è in pole position per diventare la prima donna alla guida dell'Spd, un primato che segna indubbiamente una svolta nei 155 anni di storia del partito socialdemocratico tedesco. Ma l'ambiziosa politica, ministro del Lavoro dal 2013 al 2017 e resa famosa dalla sua ostinata battaglia per introdurre il salario minimo (8,50 euro all'ora), ha davanti a se una strada lunga e scoscesa: dovrà essere confermata leader dal voto della rosa dei delegati al Congresso di aprile o addirittura, questa un'ipotesi dell'ultim'ora, con una votazione estesa a tutti gli iscritti. Nahles è la portavoce dell'ala più di sinistra del partito, in contrapposizione alla virata verso destra impressa da Schulz: la scommessa di chi intende affidarle la rinascita dell'Spd è quella di ripescare voti e consensi nelle correnti di sinistra del partito. Ma già ieri è stata contestata dalla base, che l'ha bloccata quando era certo che prendesse il posto di Schulz come leader at interim.

Le prime sfide
Andrea Nahles è già sfidata da una rivale: la sindaca di Flensburg Simone Lange,

41 anni, a sorpresa ha inviato ieri una lettera alla segreteria per candidarsi alla guida dell'Spd: anche lei, come Nahles, era già segnalata tra le donne in ascesa nel partito socialdemocratico e questo è il momento per giocare le sue carte.
Nahles ha però mire più alte che vanno ben oltre la leadership del suo partito: la sua ambizione è divenire cancelliere: “o casalinga, o cancelliere” era il suo sogno in gioventù. Per arrivare a tanto, nel 2021 se non prima, dovrà prima di tutto rilanciare e rafforzare l'Spd che oggi l'accoglie con il peggiore sondaggio della sua storia, un gradimento crollato al 16,5% che lo distanzia di solo l'1,5% da AfD (Alternative fur Deutschland). Nahles si è schierata con la passione e la determinazione che la contraddistinguono a favore della GroKo, della Grande Coalizione fortemente voluta da Schulz: e questa strada per lei si presenta tutta in salita, nel suo partito dilaniato dai dubbi sui pro e i contro delle alleanze governative con Cdu-Csu.

La svolta a sinistra con maniere forti
Nahles, 47 anni, laureata a Bonn in filosofia, lettere e scienze politiche, è soprattutto nota per le sue maniere forti e per il suo modo diretto di affrontare i problemi e anche le persone. Chi lavora con lei racconta di come non abbia peli sulla lingua, perché le piace andare subito al sodo. E di tempo, infatti, non ne ha: l'Spd ha registrato il peggiore risultato elettorale della sua storia, lo scorso 24 settembre, prendendo il 20,5% dei voti ma gli ultimi sondaggi lo hanno visto scendere al 18% circa un mese fa e oggi al 16,5% (sondaggio Insa). Nahles è pronta a rimboccarsi le maniche: è entrata nell'Spd a 18 anni, è stata eletta alla guida dei Jusos nel 1995, quegli stessi Jusos che adesso le remeranno contro perchè sostenitori del #NoGroKo. È stata la prima donna alla guida dell'Spd nel Bundestag, un incarico che le è stato affidato subito dopo le elezioni di settembre. Tra le sue battaglie perse, l'introduzione di nuove regole anti-stress per i lavoratori: fu bloccata da Angela Merkel.

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