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accuse di corruzione

Mani pulite in Sud Corea: venti anni di carcere all’amica dell’ex presidente

 Choi-Soon-Sil - Afp
Choi-Soon-Sil - Afp

Vent'anni di carcere per corruzione e reati connessi: la condanna di Choi Soon-sil – l'amica dell'ex presidente Park Geun-hye, già destituita e incarcerata – ha segnato il culmine della stagione di “Mani Pulite” in Corea del Sud, accompagnata dalla parallela condanna a due anni e sei mesi del capo del principale conglomerato commerciale del Paese, Shin Dong-bin, il presidente di Lotte Holdings finito anch'egli dietro le sbarre.

Il tribunale centrale di Seul ha accolto gran parte delle richieste della pubblica accusa, che aveva chiesto 25 anni per la protagonista dello scandalo politico-affaristico che ha provocato un vero e proprio terremoto istituzionale.

E ha dato soddisfazione a una opinione pubblica rimasta in buona parte perplessa dopo la recente scarcerazione del numero uno di fatto del colosso Samsung, Jay Y Lee, rilasciato il 5 febbraio scorso dopo la riduzione in appello della condanna di primo grado a 5 anni.

Gli ultimi sviluppi sembrano destinati a incidere sul processo in corso all'ex presidente Park,i cui destini giudiziari appaiono compromessi, tanto piu' che il tribunale ha condannato a sei anni il responsabile della sua segreteria economica, Ahn Jong-beom, colpevole di aver ricattato alcuni conglomerati perche' erogassero contributi finanziari a due fondazioni gestite dalla Choi.

La donna dello scandalo. A Choi Soon-sil, 61 anni, e' stata riconosciuto il ruolo-chiave nell'estorsione di denaro (per un totale di 77,4 miliardi di won) ai principali conglomerati del Paese come Samsung, Hyundai Motor, SK, Lotte e LG. Valendosi di una stretta amicizia con l'ex presidente venata di aspetti torbidi, Choi – figlia di una sorta di “santone” ed essa stessa una specie di “santona” affarista – si e' resa responsabile di un'ampia serie di abusi per fini di vantaggio patrimoniale (altri 7,2 milioni di won sarebbero stati pagati da Samsung per finanziare le attivita' di equitazione di sua figlia in Germania) , ma anche di interferenze nell'attivita' di governo. Per questo lo scandalo ha portato all'impeachment della presidente Park (figlia dell'ex dittatore del Paese), dopo molte settimane di grandi manifestazioni di piazza alla fine del 2016. Le successive elezioni anticipate hanno portato al potere lo schieramento di centro-sinistra guidato da Moon Jae-in. Choi si e' presa separatamente altri tre anni per aver manipolato il processo di ammissione della figlia alla prestigiosa Universita' femminile Ehwa.

Nuovi guai per Lotte. L'arresto in aula del presidente di Lotte dopo la sua condanna crea intanto un vuoto di potere al vertice di un conglomerato con asset da oltre 100 miliardi di dollari, gia' scosso recentemente da faide familiari e dalla crisi delle attivita' in Cina. Lotte e' uno degli sponsor delle Olimpiadi invernali e il suo presidente Shin Dong-bin è anche presidente della Korea Ski Association. Il gruppo ha ammesso che l'”inattesa” condanna rischia di incidere anzitutto sui piani per la quotazione in Borsa della divisione alberghiera, ma anche su investimenti e occupazione. Restano un punto interrogativo le operazioni in Cina, dove incontra difficoltà la prevista vendita di buona parte delle attivita' commerciali, rimaste vittima l'anno scorso delle tensioni politiche tra Pechino e Seul dopo l'installazione nella penisola del sistema antimissilistico americano THAAD (su terreni di Lotte). Il conseguente semi-boicottaggio cinese aveva danneggiato in modo particolare Lotte, sia in patria (per il crollo dei turisti cinesie quindi del loro shopping) sia nel suo principale mercato estero (con la forzata chiusura della maggior parte dei suoi punti vendita per allegate infrazioni regolamentari).

In attesa della sentenza per la Park (attesa entro aprile), oltre all'ex presidente della Repubblica oggi detenuta la “Mani pulite” alla coreana ha fatto dunque finire in carcere i capi di alcuni dei piu' grandi gruppi economici del Paese. L'opinione pubblica si attende una incisiva riforma dei conglomerati, che troppo spesso in passato hanno coltivato relazioni pericolose con la politica. Il nuovo presidente Moon l'ha promessa in campagna elettorale, ma sembra avere annacquato le idee di riforma piu' radicali. Dopotutto, l'economia sudcoreana poggia su alcuni colossi industriali votati all'export: una loro penalizzazione eccessiva rischierebbe di portare a conseguenze economiche negative in una congiuntura delicata. Come dimostrato dalla decisione di oggi di General Motors di chiudere una delle sue quattro fabbriche in Corea del Sud nel quadro di un piano di ristrutturazione che potrebbe risultare ancora piu' doloroso.

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