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Oxfam, la regina delle Ong nella bufera per gli scandali

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DOPO LE ACCUSE DI SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

Oxfam, la regina delle Ong nella bufera per gli scandali

LONDRA - «Il potere della gente contro la povertà»: questo lo slogan di Oxfam, l'ente di beneficenza che si trova ora al centro della tempesta. Lo scandalo sullo sfruttamento della prostituzione e abuso di persone vulnerabili dopo il terremoto a Haiti nel 2011 si è allargato a tutto il modus operandi dell'organizzazione, con accuse di scarsa trasparenza e di insabbiamenti sistematici di notizie poco gradite. La Charity Commission, che veglia sul settore, ha aperto un'inchiesta ufficiale su Oxfam e sul suo operato. Cerchiamo di capire come funziona, dove è presente e di cosa si occupa l'organizzazione.

Come e dove opera
Oxfam International è una confederazione di venti organizzazioni fondata nel 1995 che ha le sue origini nella Oxford Committee for famine relief, fondata nel 1942 a Oxford per aiutare le vittime della guerra in Europa. Oxfam ha tuttora la sede principale nella città universitaria inglese. La missione dichiarata di Oxfam è combattere la povertà e ridurre le ineguaglianze, operando per effettuare cambiamenti di lungo termine nei luoghi in cui sono presenti. Non donando il pesce, insomma, ma regalando la canna da pesca e insegnando come utilizzarla al meglio per pescare.
Oxfam, come altre organizzazioni umanitarie, ha una divisione che risponde alle emergenze in caso di disastro naturale o crisi umanitaria – come terremoti, inondazioni o conflitti. L'ente però non è uno specialista in interventi di breve termine ma dichiara che il suo obiettivo è l'assistenza di lungo termine. Resta quindi sul territorio per stabilire condizioni migliori per la popolazione con interventi che mirano all'autosufficienza.

“Nell'ultimo anno finanziario Oxfam ha ricevuto 29 milioni di sterline dalla Commissione Europea e 32 milioni di sterline dal Governo britannico”

 

Una presenza globale
Oxfam opera in oltre 90 Paesi nel mondo, in Asia, Medio Oriente, America Latina, Africa e Europa dell'Est in partnership con organizzazioni non governative locali. Ha programmi di sostegno a piccoli agricoltori, di istruzione e apprendistato per donne, di sostegno pratico e psicologico a vittime di violenza, di miglioramento del servizio sanitario e di potenziamento delle infrastrutture, in particolare per assicurare la disponibilità di acqua potabile.

La strategia ufficiale di Oxfam per combattere la povertà ha sei obiettivi: dare una voce a chi non ha voce, dando ai poveri consapevolezza dei loro diritti; lottare per l'uguaglianza tra i sessi nella convinzione che dare più potere alle donne porta a un miglioramento della società; tutelare le risorse naturali essenziali per la sopravvivenza di una popolazione globale in crescita; essere pronti a intervenire per salvare vite in caso di emergenze; tutelare le fonti di approvigionamento alimentare globale per assicurarsi che tutti possano avere abbastanza cibo per sopravvivere; chiedere più finanziamenti pubblici e privati per l'istruzione e la sanità di base nei Paesi in via di sviluppo.

Oxfam svolge infatti anche un ruolo di “lobbying”, facendo pressioni su Governi e organizzazioni internazionali per convincerli a dedicare più fondi agli aiuti internazionali, per promuovere politiche commerciali più eque e per tutelare l'ambiente. Ogni anno pubblica un rapporto sull'ineguaglianza nel mondo che denuncia le crescenti disparità di reddito e viene diffuso al summit di Davos per ottenere il massimo impatto. Secondo l'ultimo rapporto pubblicato il mese scorso, l'82% della ricchezza generata nel 2017 è finita nelle tasche dei più ricchi che rappresentano l'1% della popolazione, mentre i 3,7 miliardi di persone povere non hanno avuto alcun miglioramento nelle loro condizioni di vita.

Le cifre di Oxfam
Lo scandalo mette a rischio gran parte dei finanziamenti di Oxfam, che nell'ultimo anno finanziario ha ricevuto 29 milioni di sterline dalla Commissione Europea e 32 milioni di sterline dal Governo britannico, tramite il ministero per lo Sviluppo Internazionale (Dfid). Sia Bruxelles che Londra hanno detto che i loro contributi potrebbero cessare se l'inchiesta avviata dimostrerà gravi mancanze nella struttura organizzativa di Oxfam.
L'ente con sede a Oxford non è il maggiore beneficiario del Governo britannico: nell'ultimo anno l'ente di beneficenza Save the Children, ad esempio, ha avuto finanziamenti per 91 milioni di sterline, mentre la Croce Rossa britannica ha ricevuto 16,3 milioni. La Gran Bretagna è uno dei pochissimi (sono solo 6) Paesi al mondo che rispetta le direttive dell'Onu e ogni anno spende lo 0,7% del reddito nazionale lordo per gli aiuti internazionali.

Il reddito totale di Oxfam, secondo l'ultimo rapporto annuale dell'ente, è stato di 408,6 milioni di sterline. Oltre ai finanziamenti pubblici e da fondazioni internazionali, l'ente riceve migliaia di donazioni di privati cittadini e inoltre genera un reddito annuo di 90 milioni di sterline dalla sua rete di negozi. In ogni città e paese della Gran Bretagna ci sono gli “Oxfam shop”, negozi che vendono abiti, giocattoli, suppellettili, accessori e oggetti di seconda mano di ogni tipo donati dalle persone che vengono venduti per raccogliere fondi per l'organizzazione. Negli ultimi giorni dopo lo scoppio dello scandalo i negozi hanno già subìto un calo sia delle donazioni che dei clienti.

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