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Subaru Impreza, al volante della nuova generazione

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Subaru Impreza, al volante della nuova generazione

Cambio di passo e di generazione. Per chi se lo fosse perso la nuova Subaru Impreza passa dalla terza alla quinta edizione. Almeno stando alla cronologia relativa al nostro mercato. La quarta non ha solcato i confini nazionali. Nuovo il pianale – Subaru Global Platform – nuove le forme, invariata la destinazione d'uso. Perché già con l'avvento delle terza serie era chiaro che Impreza avrebbe abbandonato di lì a poco il mondo dei rally, per dedicarsi ad altro. Una decisione a favore della funzionalità, ma a sfavore della sportività. Rimane il nom emitico

Rispetto alla penultima versione, diventata a questo punto il riferimento per il pubblico italiano, i tratti si fanno più tesi e slanciati, abbandonando le rotondità del passato. La linea di cintura non sale a “chiudere” verso il terzo montante, assicurando una buona visibilità sul fronte laterale posteriore. Il fatto di privilegiare la visuale ha condizionato anche la forma dei montanti anteriori, meno spioventi del solito. Esempio nero su bianco di come la funzionalità di cui sopra sia stata l'unica vera fonte d'ispirazione.

Un dettaglio che non ha modificato due elementi fondanti della tradizione Subaru: la presenza della trazione integrale e quella di un'unità boxer. Si tratta del 1,6 litri alimentato a benzina derivato dalla quarta generazione di Subaru. Aspirazione naturale, 114 cavalli di potenza massima e 150 Nm di coppia motrice a 3600 giri/min. Un dato che, senza troppi giri di parole, non agevola il compito del cambio automatico Lineartronic. Un elemento del tipo a variazione continua (Cvt), che avrebbe beneficiato di maggiore coppia ai bassi regimi, proprio come avviene sulla Levorg con il millesei sovralimentato. Così la velocità non sale sempre di pari passo con i giri motore, con spiacevoli effetti sulla guida, soprattutto a livello di rumorosità. Per quanto la Subaru Global Platform abbia fatto passi da gigante in ambito comfort acustico.

Resta comunque il fatto che il quadro prestazionale sia da auto tranquilla: ilbinomio boxer-Lineartronic è in grado di assicurare un'accelerazione di 12,4 secondi per passare da 0 a 100 km/h e una velocità massima di 180 km/h. Mentre il fronte dei consumi è certificato da un dichiarato di 6,2 l/100 km nel ciclo combinato.

Sul fronte della dinamica di guida, al di là di uno sterzo sin troppo elettrico e “artificiale” nella risposta, la nuova Impreza conta su suuna serie di migliorie significative rispetto al passato. Tanto che la rigidità torsionale è aumentata del 70%, quella flessionale laterale del 90%, così come quella relativa al comparto sospensioni. Che all'anteriore impiega uno schema di tipo McPherson e al posteriore uno a triangoli sovrapposti. Una soluzione raffinata per essere nel segmento C, una garanzia per limitare i movimenti del corpo vettura sia lungo l'asse longitudinale, sia lungo quello trasversale. Così su strada si rivela composta, senza sbavature.

In 4,46 metri di lunghezza quattro persone trovano posto comodamente. Una conformazione della plancia dal taglio che hi-tech che, indipendentemente dall'elevato numero di bottoni, risulta essere abbastanza intuitiva. Nella porzione centrale della plancia ci sono due display. Quello più grande è touch e può essere da 6,5” (versione Pure) oppure da 8” (versioni Style e Style Navi). Sopra prende posto un secondo schermo da 4,2 pollici. Quest'ultimo serve solo a visualizzare alcune informazioni che riguardano la vettura, riportando ad esempio anche le indicazioni del navigatore. Vi è poi quello da 6,3” nel quadro strumenti.

Apple CarPlay e Android Auto sono di serie su tutte e tre le versioni di Impreza. E questo è una fatto importante.

Tre allestimenti i cui prezzi sono rispettivamente di 20mila euro (Pure), 24.500 (Style) e 26.500 (Style Navi). Resta il fatto che già a partire dalla versione d'ingresso la dotazione standard sia decisamente completa. Anche per quanto riguarda la sicurezza.

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