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Il nuovo «voucher»: ecco quanto costerà a famiglie e imprese

le vie della ripresa

Il nuovo «voucher»: ecco quanto costerà a famiglie e imprese

Eliminati a marzo, i voucher sono pronti a ritornare. La legge di conversione del decreto 50/2017, approvata in via definitiva dal Senato il 15 giugno, contiene la nuova «disciplina delle prestazioni occasionali», che rispetto al passato si è sdoppiata. A fronte di alcuni requisiti e limiti generali, le modalità di ricorso al lavoro occasionale in futuro differiranno se il committente sarà una persona fisica piuttosto che un'azienda o la pubblica amministrazione. Il futuro per il momento è d'obbligo, perché la legge è stata approvata ma non è ancora in vigore, inoltre non sono previsti provvedimenti attuativi e relative scadenze, quindi tutto dipenderà dai tempi di implementazione del nuovo sistema telematico a carico dell’Inps.

Il libretto famiglia
Nel primo caso il pagamento delle prestazioni rese dal lavoratore avverrà tramite il libretto famiglia gestito online dall’istituto di previdenza, una sorta di deposito prepagato contenente dei buoni del valore di 10 euro, con ciascuno dei quali sarà possibile retribuire non più di un’ora di lavoro. Nel secondo caso il datore di lavoro utilizzerà il contratto di prestazione occasionale, sempre gestito online dall’Inps, con cui potrà pagare le prestazioni a fronte di un compenso orario di almeno 9 euro (fa eccezione il settore agricolo per il quale l’importo minimo è uguale a quello previsto per il lavoro subordinato dal Ccnl più rappresentativo).

Il libretto famiglia, utilizzabile da persone fisiche non nell’esercizio di attività professionale o d’impresa, mantiene analogie con il sistema precedente e servirà anche per il bonus baby sitter o asilo nido previsto dalla legge 92/2012 (alternativo al congedo parentale) il cui funzionamento era basato sui voucher. Le attività compensabili saranno i piccoli lavori domestici, le lezioni private, l'assistenza domiciliare a bambini e anziani, ammalati o disabili.

IL CONFRONTO
Compenso per il lavoratore e costi per il committente per un'ora di attività con i vecchi e nuovi voucher.
Importi in euro e differenza in percentuale tra le nuove regole e le vecchie

Compenso netto passa da 7,5 a 10 euro netti
Rispetto al passato cambieranno compensi e costi. I voucher prevedevano un compenso orario netto di 7,5 euro e un costo lordo per il committente di 10 euro (contributi Inps, premio Inail, commissione di gestione Inps). Il peso degli oneri era quindi del 33%. Il libretto famiglia comporterà un compenso netto di 10 euro e un costo per il committente di 12 euro: il lavoratore guadagnerà il 33% in più, la famiglia spenderà il 20% in più e il cuneo contributivo sarà ridotto al 20 per cento.

Cosa cambia per le imprese
Situazione in parte differente per il lavoro occasionale sarà nelle imprese. Ipotizzando il compenso minimo di 9 euro/ora, l’incremento per il lavoratore sarà del 20%, il costo totale per il committente sarà di 12,37 euro (+23,7%) e il cuneo contributivo salirà al 37,5 per cento. A fronte del fatto che per gli utilizzatori il nuovo lavoro accessorio sarà comunque più costoso che in passato, il sistema premia l’utilizzo da parte delle famiglie, riducendo il gap tra costo e compenso netto e consentendo quindi di limitare l’aumento per il committente a vantaggio di più quanto intascato dal lavoratore. Sempre a proposito delle “famiglie”, l'Ufficio parlamentare di bilancio in un documento in cui analizza le novità, evidenzia che la nuova normativa, al pari della precedente, non sembra consentire di pagare la prestazione con importi diversi da multipli da 10 euro, a fronte di lavori sensibilmente diversi, dato che si va dalle lezioni del professore al giardinaggio: in teoria un’ora dovrebbe essere pagata 10 o 20 euro o altri multipli di 10, senza importi intermedi.

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