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Ius soli, mons. Becciu: Chiesa con chi ha bisogno…

dopo lo scontro cei-lega

Ius soli, mons. Becciu: Chiesa con chi ha bisogno protezione. Alfano: al Senato voteremo sì

«Il Vaticano ancora non si è espresso sul tema dello ius soli, rispettiamo le decisioni del Governo italiano ma come diceva anche il segretario della Cei, mons. Nunzio Galantino, come Chiesa noi siamo vicini a chi è nella necessità, nella debolezza e a chi ha bisogno di essere protetto». Così il sostituto della Segreteria di Stato vaticana, mons. Angelo Becciu, a margine della presentazione di un libro al Senato torna a ribadire la posizione espressa dal segretario Cei Galantino, che ieri aveva lanciato un monito alle forze politiche contrarie «per propri interessi» al ddl sulla cittadinanza in discussione al Senato.

Lo scontro Cei-vescovi
Un monito che aveva suscitato la pronta reazione di Matteo Salvini: «La Chiesa pensi ai poveri e ai disoccupati», aveva detto il leader della Lega, rivolgendo poi a Galantino l'invito a «un incontro pubblico». Sul fronte del "no", insieme al Carroccio in prima fila ci sono i Cinquestelle, con Grillo (e Di Maio) che parlano di «pastrocchio invotabile». Mentre da quello del "sì" la radicale Emma Bonino invoca una «norma di civiltà» e il presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone, parla della necessità di «garantire dei diritti». Dal Pd Andrea Marcucci punta il dito contro «la nuova alleanza radicalmente di destra»: «Si chiama Lega a 5 stelle - dice il senatore dem - ma troverà un centrosinistra unito per batterla».

Alfano: al Senato voteremo sì
Ed è di oggi la conferma del leader di Ap Angelino Alfano che «se il provvedimento sullo ius soli verrà all’esame definitivo del Senato» il suo partito «voterà sì». Lo ha detto precisando che «proporremo correttivi». E ha aggiunto, dando voce alle riserve nel suo partito, che lo «ius soli non può trasformare
l'Italia in un’immensa sala parto», dove ci si ferma per avere la cittadinanza e poi si va da un'altra parte. Alfano ha quindi espresso perplessità sulla scelta dei tempi per la discussione del provvedimento nel corso della campagna per le amministrative e in piena emergenza migranti.

Berlusconi: non basta essere nati qui
Le critiche di Forza Italia al provvedimento sono state ribadite da Silvio Berlusconi in persona. «Noi non siamo contro l’integrazione, la considero come un valore, ma è giusto integrare chi ama l’Italia chi apprezza i nostri valori. Non ci può essere un riconoscimenti automatico, bisogna meritarselo. A questi patti,
e solo a questi patti, ben vengano nuovi italiani. Ma non basta certo essere nati qui o aver frequentato qualche anno una scuola perché si realizzino queste condizioni. La superficialità e i buoni sentimenti non si possono accettar su
queste questioni» ha detto il leader azzurro al Tg5. E ha aggiunto: «Prima di parlare di ius soli bisogna mettere ordine nel fenomeno migratorio che ci sta travolgendo».

Grasso: bagarre? Non sono preoccupato
Non è preoccupato il presidente del Senato Pietro Grasso dell'ipotesi di una possibile bagarre a palazzo Madama durante la discussione della legge sullo ius soli. «Non mi preoccupo mai, cerco di gestire la situazione via via come si presenta. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. Affronteremo la situazione» ha detto Grasso, che ieri era intervenuto nello scontro Lega-vescovi affermando che «la Cei si è sempre distinta nella difesa dei deboli e non merita questi attacchi».

Tajani: credo serva soluzione Ue
«Quella della cittadinanza è una questione di competenza nazionale, sapendo bene che ogni francese come tedesco è anche cittadino europeo. Quindi servono prudenza e intelligenza. Credo che alla fine si debba arrivare a una soluzione europea». È la posizione espressa dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, secondo il quale «se vogliamo difendere la libertà di circolazione e il libero mercato credo si debba arrivare a una soluzione armonica come anche per il diritto di asilo». Ma per quanto riguarda l'Italia, Tajani dice che contro il «rischio di strumentalizzare una vicenda molto seria» sarebbe «meglio rinviare questo dibattito a dopo le elezioni, altrimenti si rischia».

Cantone: giusto garantire diritti. Bonino: riformare Bossi-Fini
«Sullo Ius Soli non spetta a me fare valutazioni - ha detto il presidente Anac Cantone - ma sono certamente favorevole in linea di principio perché è giusto prevedere una regolamentazione per chi viene in Italia e garantire dei diritti».
E da Bonino arriva l'appello a riformare la legge Bossi-Fini sull'immigrazione: «È inadeguata, è una legge dei primi anni Duemila, oggi i flussi migratori sono cambiati» ha detto l'esponente radicale, spiegando che «siamo uno dei pochi paesi europei ad avere ancora lo ius sanguinis» e che «in questo paese la strumentalizzazione politica orami non ha limiti di temi e di espressioni».

Marcucci (Pd): ora c'è Lega a Cinque stelle
Per il senatore dem Andrea Marcucci «contro lo ius soli si ufficializza la nuova alleanza radicalmente di destra. Si chiama Lega a 5 stelle». Per il sottosegretario agli Esteri, Benedetto della Vedova «la legge sulla cittadinanza, prudente ed equilibrata, non è frutto di un'improvvisa accelerazione, ma arriverebbe in ritardo di almeno una legislatura» scrive in un post su Facebook, sottolineando che «sono i partiti della chiusura, Lega e M5S che strumentalizzano elettoralmente il tema, e il resto del centrodestra, compreso Parisi, si fa semplicemente dettare la linea: dove un tempo si proponeva la rivoluzione liberale, l'egemonia leghista e lepenista è ormai completa».

Unicef: ius soli esiste nei fatti. Sant'Egidio: no a strumentalizzazioni
«Lo ius soli esiste già nei fatti», «il vero problema è un altro: una certa politica sceglie di confrontarsi solo su temi ad alta redditività elettorale». Lo afferma Andrea Iacomini, Portavoce dell'Unicef Italia, spiegando che «a farne le spese sono migliaia di bambini che frequentano da anni le stesse scuole dei nostri figli, compresi quelli di MS5 e Lega Nord, parlano gli stessi dialetti, giocano a pallone e praticano altri sport in Italia e che non sono forse neanche mai stati nel paese di origine dei loro genitori». Sulla stessa linea la Comunità di Sant'Egidio, fra i primi soggetti a proporre già nel 2006 una legge di riforma della cittadinanza, che lancia un appello a tutte le forze in Parlamento perché «non strumentalizzino il dibattito in corso» sullo ius soli. «Trattare una materia così importante per il nostro Paese seguendo calcoli politico-elettorali non fa bene a nessuno - dicono - e non si tratta di decidere l'ingresso di nuove persone sul nostro territorio ma di riconoscere e dare dignità a chi lo abita da anni», riconoscendo per chi è nato in Italia e in Italia ha frequentato le scuole «uno Ius culturae - auspica la Comunità - che certifica e alimenta l'integrazione per migliaia di minori che si sentono già, a tutti gli effetti, nostri connazionali».

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