Italia

Prima di tutto il patto sulle infrastrutture

L'Analisi|Strategia energetica

Prima di tutto il patto sulle infrastrutture

Prima di tutto il patto sulle infrastrutture. Il messaggio che arriva dal governo nel giorno del varo della Strategia energetica nazionale è molto netto: c'è un obiettivo, la fine della produzione elettrica con carbone entro il 2025, ma non si potrà raggiungere se Regioni e Comuni ostacoleranno le infrastrutture alternative da realizzare.

C’è anche una lista, che l’esecutivo a ulteriore chiarezza inserisce nel documento: 19 opere di rete contenute nel Piano di sviluppo 2017 di Terna. Ci sarà sul tema un passaggio in Conferenza unificata poi il governo adottera' un Dpcm (decreto presidenza del Consiglio) per “blindare” le infrastrutture.
«Non si può uscire dal carbone - dice il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda - senza fare un metro di infrastrutture». Insomma si preannunciano scintille con le amministrazioni locali che su elettrodotti o gasdotti di turno dovessero innalzare muri (brucia ancora il caso Tap).

Gli obiettivi ambiziosi della Sen richiederanno consenso anche su altri punti, rimasti in qualche modo irrisolti nelle conclusioni del lungo lavoro. Ad esempio il percorso di riduzione del gas, per farci annullare il gap di prezzo con i grandi competitor europei, prevede un articolato insieme di misure ma restano profonde spaccature tra gli operatori di settore sull’opportunità di varare il cosiddetto “corridoio di liquidità' “. Alla fine si farà?

Così come sulla mobilità e lo svecchiamento del parco circolante per ridurre le emissioni sono subentrate cautele superiori rispetto alle previsioni iniziali. Dal Parlamento, interrogato dai ministri Calenda e Galletti sulla possibilità di varare incentivi per modelli più ecologici sostenendo il costo dell’intervento con la componente A3 della bolletta pagata dai consumatori, è giunto per ora un eloquente silenzio. Difficile a questo punto che il principio si traduca in strumenti concreti entro l’attuale legislatura.

© Riproduzione riservata