Italia

Anonymous, rubati dati a istituzioni di Italia e Ue

L’attacco sabato

Anonymous, rubati dati a istituzioni di Italia e Ue

Mail, numeri di telefoni, ordinanze di servizio delle questure ma anche buste paga e fotocopie di documenti di appartenenti a forze di polizia e forze armate: sono le centinaia di file che gli hacker di Anonymous avrebbero sottratto, nella giornata di sabato, secondo quanto loro stessi hanno annunciato, a ministeri, corpi dello Stato e istituzioni, nazionali ed europee.

Mail, cellulari e buste paga
Tra i documenti scaricabili dalla rete diversi sono molto recenti: c'è, ad esempio, un'ordinanza della questura di Roma relativa a diverse manifestazioni datata 10 novembre e uno scambio di mail tra funzionari di palazzo Chigi e della sicurezza contenente i nomi degli appartenenti alle forze di polizia incaricati di fare oggi a Bologna un sopralluogo in vista della visita, domani, del premier Gentiloni. Ci sono poi diverse altre ordinanze di servizio, le frequenze radio chieste e concesse all'Italia per le comunicazioni di sicurezza in occasione della visita del presidente del Consiglio a Bruxelles dal 19 e 20 ottobre scorsi, un documento del 'Centro unico stipendiale esercito' con le disposizioni relative agli stipendi dei militari, i numeri di cellulare di personale del ministero dell'Interno in missione all'estero. E, ancora, dati personali e foto di agenti e militari: curricula, dichiarazioni dei redditi, fotocopie di passaporti e carte d'identità, buste
paga e contratti d’affitto.

Il post che accompagna i documenti messi in rete
I documenti sono stati messi in rete da Anonymous accompagnati da un post: «Cittadini - scrivono gli hacker - siamo lieti di annunciarvi, per il diritto della democrazia e della dignità dei popoli, che siamo in possesso di una lista di dati personali relativi al Ministero dell'Interno, al Ministero della Difesa, alla Marina Militare nonché di Palazzo Chigi e Parlamento Europeo». Il post prosegue così: «Governo corruttore di democrazia la rivoluzione passa anche qui, inarrestabile, il cui ideale conosce ora i vostri nomi, i vostri contatti telefonici, le vostre residenze. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paghe e molto altro. Per l'ennesima volta lo Stato Italiano tradisce ed imbarazza i valori dei nostri militari che hanno giurato di difenderlo. Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?».

Polizia postale: non compromessi sistemi informatici istituzioni
«Al momento non sono state evidenziate ulteriori compromissioni di sistemi informatici istituzionali», ha sottolineato la Polizia in seguito all’attacco di Anonymous, sottolineando che i file pubblicati on line dagli hacker e relativi a «indirizzi mail e documentazione» di diverse istituzioni sono stati sottratti dalle «caselle mail personali di un dipendente della Difesa e di un appartenente alla Polizia». La Polizia Postale ha scoperto tre giorni fa l'intrusione. «Nella giornata di sabato, nel corso di un'attività di monitoraggio, - afferma infatti il Dipartimento - la Polizia Postale ha immediatamente rilevato un attacco informatico portato a termine da hacker che si rifanno ad Anonymous».

Difesa, nessun buco sulle nostre reti informatiche
«Le informazioni sono provenienti da una sottrazione di dati e documenti personali contenuti soprattutto in mail private di singoli dipendenti dell'Amministrazione Difesa, con una palese violazione della privacy. Nessuna informazione a uso d'ufficio è stata in alcun modo trafugata, né, tanto meno, dati e argomenti classificati», ha affermato lo Stato maggiore della Difesa, sottolineando che «nessuna informazione a uso d'ufficio né, tantomeno, dati e argomenti classificati» sono stati «in alcun modo trafugati».

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