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L’ABI: bassi investimenti frenano credito

Continua a ottobre l’aumento dei prestiti a famiglie e imprese: +0,9% sull’anno

  • – di Redazione Online
(Imagoecomica)
(Imagoecomica)

Continua la crescita dei prestiti bancari. A ottobre l’aumento dei prestiti a famiglie e imprese ha registrato un +0,9% su base annua, confermando in questo una tendenza che dura da 21 mesi. È quanto emerge dal bollettino di novembre dell’Abi, l’associazione delle banche italiane, pubblicato oggi. La raccolta delle banche italiane è tuttavia inferiore al +1,9% di settembre. Restano a minimi storici i tassi di interesse: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,74%, nuovo minimo storico (2,75% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007).

Da bassi investimenti ancora freno a credito
«La dinamica del credito - si legge nel rapporto mensile - continua ad essere influenzata dall’andamento degli investimenti e del ciclo economico, che seppure in ripresa, vede una intensità che rimane contenuta». «Nonostante questi segnali positivi - continua l’Abi -, posto uguale a 100 il valore reale degli investimenti fissi lordi al primo trimestre 2008 (inizio crisi), nel secondo trimestre del 2017 l’indice si è posizionato a 75,1 con una perdita complessiva di circa 25 punti».

Sofferenze nette stabili
Sul fronte delle sofferenze nette (cioè al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche con proprie risorse), a settembre si sono attestate a 65,8 miliardi di euro: un valore stabile - sottolinea il report - rispetto ai 65,6 miliardi di agosto e «in forte calo» rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In particolare, la riduzione è di oltre 23 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi). Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è ridotto a 3,82% (era 4,89% a fine 2016).

Crescono di oltre 65 miliardi i depositi
I depositi (in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine) sono aumentati, a fine ottobre 2017, di oltre 65,3 miliardi di euro rispetto a un anno prima (+4,8% su base annuale), mentre si conferma la diminuzione della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, per quasi 50,4 miliardi di euro in valore assoluto negli ultimi 12 mesi (pari a -14,6%).

Dalla fine del 2007 raccolta alla clientela cresciuta a quasi 1.722,3 miliardi
La dinamica della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra ad ottobre 2017 una crescita su base annua pari a +0,9%, era +1,9% il mese precedente. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è cresciuta da 1.549 a quasi 1.722,3 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto - di oltre 173 miliardi.

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