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Statali, a fine febbraio busta paga ad hoc con gli arretrati

FIRMA FINALE SUL nuovo CONTRATTO

Statali, a fine febbraio busta paga ad hoc con gli arretrati

C’è la firma, definitiva, sul nuovo contratto degli statali. La sottoscrizione che riguarda una platea di circa 240mila dipendenti della Pa centrale arriva dopo l'accordo del 23 dicembre, il passaggio in Consiglio dei ministri e Corte dei conti. Hanno siglato Cgil, Cisl, Uil, Confsal e Cisal (è invece mancata la sigla di Usb e Cgs). Per il governo ha firmato l'Aran, l'agenzia che ha trattato per conto della ministra della Pa Marianna Madia.

Il passaggio finale del contratto degli statali consente di caricare l'una tantum degli arretrati, dai 370 ai 712 euro, per la fine del mese di febbraio. La tranche arriverà con un cedolino ad hoc, separata dalla stipendio. E appare verosimile al momento che la data per vedersi caricata la somma dovrebbe essere quella del 28 di febbraio, anche se non è escluso si faccia anche in tempo per il 27.

Per l’Aran migliorati servizi e tutela degli statali
«Si tratta di un contratto che ha un mix di istituti che guardano al miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e al contempo riservano un'attenzione particolare per il rinascimento delle professionalità dei dipendenti pubblici e per le tutele di situazioni gravose, per dipendenti pubblici con gravi malattie». È il presidente dell'Aran Sergio Gasparrini a sintetizzare in questi termini l contenuti del nuovo contratto per gli statali appena firmato. «Auspico di portare a termine anche i contratti per le autonomie locali e la sanità», spiega Gasparrini, ricordando la recente firma preliminare per il rinnovo nella scuola («mancano ancora alcuni tasselli ma contiamo presto di sciogliere le ultime riserve»).

Il contratto vale per il periodo che va dal 2016 al 2018 e riguarda, come detto, circa 240mila dipendenti pubblici stando alla cifra aggiornata. Si tratta dei lavoratori appartenenti alla Pa centrale, il nuovo comparto nel quale sono confluiti - spiega l’Aran - i precedenti comparti di ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, Agid, Cnel ed Enac. Esso è dunque pienamente applicabile riconoscendo «aumenti economici a regime, pari a circa 85 euro medi e prevede altresì, per il 2018, un elemento perequativo della retribuzione destinato solo alle categorie collocate nelle fasce più basse della scala parametrale. Sono riconosciuti anche gli arretrati contrattuali per il periodo 2016-2017».

Sul contratto degli statali un'accelerata pre-elettorale

Sindacati soddfisfatti, contratto apripista
È il primo contratto «che arriva alla firma definitiva superati tutti i vagli di congruità». Secondo il segretario generale della Fp Cgil Serena Sorrentino, archiviato l’ultimo adempimento, «arrivano più tutele soprattutto su permessi, congedi, malattia e pari opportunità, e si introducono adeguamenti salariali che consolidano le retribuzione tabellari, il tutto insieme a nuove relazioni sindacali che danno più poteri alla contrattazione e alle Rsu». In queste settimane, racconta la sindacalista, «abbiamo fatto le consultazioni dei lavoratori e registriamo grande affermazione di consenso sull'estensione delle tutele e soprattutto sulla richiesta forte che la contrattazione integrativa colmi le carenze su adeguamento salariale e valorizzazione professionale». Siamo davanti a un momento «molto importante, chiudiamo dopo nove anni di attesa un contratto apripista che restituisce dignità ai lavoratori pubblici», commenta il segretario confederale della Cisl Ignazio Ganga. Il sindacalista sottolinea le novità «dai diritti civili alle risorse», facendo presente come «ora la contrattazione di secondo livello abbia nuovo vigore». Antonio Foccillo, Uil, al termine del tavolo per la sottoscrizione definitiva ricorda come nei giorni scorsi ci sia stata la prima intesa anche per il rinnovo della scuola. «In ballo restano autonomie locali e sanità» ed il primo «dalla prossima settimana dovrebbe entrare nella fase finale».

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