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«Via correnti sinistra toghe»: magistrati in rivolta per le…

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a via arenula in quota lega

«Via correnti sinistra toghe»: magistrati in rivolta per le parole del sottosegretario Morrone

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Nuovo, incandescente fronte polemico tra Lega e magistrati dopo lo scontro sui 49 milioni di fondi pubblici al centro di un'inchiesta del Tribunale di Genova. A dare il fuoco alle polveri, questa volta, è una frase del sottosegretario alla Giustizia Jacopo Morrone, a via Arenula in quota Carroccio, che durante un seminario per i giovani magistrati organizzato dal Csm auspica la scomparsa delle correnti, in particolare quelle che raccolgono le cosiddette “toghe rosse”: «Se posso permettermi un inciso come sottosegretario neo nominato, tutti quanti sapete che appartengo alla Lega, mi auguro che ci sia una forte imparzialità e che anche in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, in particolare le correnti di sinistra e ci sia, invece, da parte
vostra imparzialità».

“Mi auguro che (tra i magistrati, ndr) ci sia una forte imparzialità e che anche in magistratura siano sempre meno presenti le correnti, in particolare le correnti di sinistra”

Jacopo Morrone, sottosegretario alla Giustizia 

Una bomba, a due giorni dalle elezioni dei togati a palazzo dei Marescialli. Che infatti esplode, con la reazione indignata, a stretto giro, di un consigliere del Csm e di Area, il gruppo che rappresenta le correnti di sinistra della magistratura, seguite dalle durissime prese di posizione critiche dell'Anm e del vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, che arriva a chiedere al ministro pentastellato della Giustizia Bonafede di «assumere delle determinazioni» per censurare il sottosegretario Morrone, avvocato, deputato nonchè segretario della Lega Nord Romagna.

Ardituro (Area): «Dichiarazioni gravissime e inaccettabili»
«Le dichiarazioni del sottosegretario al corso di formazione organizzato dal Csm sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese - attacca Antonello Ardituro, togato di Area - Un incontro di formazione per giovani magistrati non può essere strumentalizzato per finalità politiche da chi è stato invitato per rappresentare il ministero della giustizia nell'ambito della collaborazione istituzionale che la costituzione sollecita e che il Csm ha sempre onorato e continuerà ad onorare. Mi auguro che il ministro della giustizia voglia prendere le distanze da queste dichiarazioni».

Legnini (Csm) chiede «determinazioni» a Bonafede
«Telefonerò e scriverò una lettera al ministro della Giustizia sulle parole del sottosegretario Morrone per informarlo e chiedere di assumere delle determinazioni», promette invece Legnini, intervenuto anche lui all'incontro di formazione “Ordinamento giudiziario e deontologia”, con la partecipazione di 347 magistrati ordinari in tirocinio (Mot), finito sotto i riflettori proprio per l’uscita di Morrone. Le considerazioni sulle correnti di sinistra dei magistrati non possono essere «né condivise né accettate», prosegue Legnini, perché «la libertà di associazione è riconosciuta dalla Costituzione a tutti i cittadini e ovviamente anche ai magistrati». Non è da meno l'Associazione magistrati, che considera le parole di Morrone «gravissime e inaccettabili», per la sede e l'uditorio scelto. Le valutazioni del sottosegretario sono dunque da stigmatizzare, ribadendo «il ruolo fondamentale di tutti i gruppi associativi all'interno della magistratura, in quanto garanzia di pluralismo culturale e democrazia interna».

Morrone insiste: «Rivendico posizione, parlato a titolo personale»
A peggiorare le cose, nel pomeriggio Morrone, bersagliato dalle critiche dei magistrati e dall’irritazione dell’organo di autogoverno delle toghe torna sul tema. Non per sfumare i toni ma per una preecisazione che in realtà è una rivendicazione senza pentimenti della sua «posizione politica» sulle correnti. In magistratura, spiega, «non ci sono correnti migliori di altre. Ma le mie parole pronunciate questa mattina al Csm sono una opinione personale che non rappresenta la posizione del ministro». «In questo senso - prosegue - ho avuto un'uscita irruente e infelice rispetto al contesto e alla rappresentanza», ma «rivendico comunque la posizione politica: la Lega ha sempre criticato le correnti in magistratura perché portano alle storture che sono emerse e a più riprese denunciate in diversi anni». «Non era mia intenzione sostituirmi al ministro di cui stimo e rispetto la posizione - conclude - Così come rispetto la stragrande maggioranza della magistratura che porta avanti la propria missione con abnegazione e imparzialità».

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