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Wimbledon, si infrange contro Serena il sogno di Camila Giorgi

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Wimbledon, si infrange contro Serena il sogno di Camila Giorgi

Camila Giorgi non ce l’ha fatta a superare Serena Williams per approdare in seminifinale a Wimbledon
Camila Giorgi non ce l’ha fatta a superare Serena Williams per approdare in seminifinale a Wimbledon

WIMBLEDON – Aveva detto: «Non sento emozioni». E, trovandosi per la prima volta in un quarto di finale di uno Slam, per la prima volta sul campo centrale di Wimbledon, davanti al monumento Serena Williams, Camila Giorgi ha cominciato a sangue freddo, senza tradire un minimo di timore reverenziale.

Ma alla fine, è stata Serena a far sua partita e lanciarsi in semifinale, alla caccia dell’ottavo titolo a Wimbledon e del 24esimo Grand Slam. Il risultato finale, 3-6, 6-3, 6-4, descrive un match combattuto, ma che alla fine è scivolato, quasi inevitabilmente, dalla parte della campionessa californiana.

È durato esattamente un’ora e 43 minuti il sogno della tennista marchigiana, dieci anni giusti meno dell’americana e una montagna di successi di differenza. Ma, in partenza, Camila ha ribattuto colpo su colpo e anzi, è stata lei a mettere la testa avanti al sesto gioco, strappando il servizio a Serena appena ce n’è stata un’opportunità. Purtroppo per lei, sarà l’unica. La Williams non ha concesso una palla break né nel secondo, né nel terzo set, la battuta sempre l’arma principale quando c’è stato da risolvere qualche problema: in 14 turni di servizio ha perso solo 14 punti.

In tutte e tre le partite è bastato un break di servizio per aggiudicare il set, un segno di come la Giorgi sia stata sempre attaccata all’avversaria. Ma questa (che ha chiuso entrambi gli ultimi game a zero), pur rallentata dalla maternità, più in difficoltà del solito sugli scambi lunghi e quando Camila è stata capace di farla muovere, non è arrivata a caso a questo punto della sua carriera. Di testa, a questo punto, ancor più che di fisico: «Sono stata sempre calma», ha detto dopo l’incontro Serena. È bastato che la Giorgi accusasse qualche battuta a vuoto, commettesse qualche doppio fallo nel tentativo di non concedere mai alla Williams una seconda palla da aggredire, perché il quarto di finale si mettesse come in fondo tutti si aspettavano che si sarebbe messo.

Chissà se, quando si è trovata sotto un set a zero, a Serena, alla ricerca del suo primo Slam da quando è tornata dalla maternità (tanto che figura ancora al numero 181 delle classifiche mondiali e solo l’interpretazione delle regole da parte dell’All England Club l’ha collocata al posto 25 delle teste di serie), sarà passato per un attimo per la testa che a infrangere il suo ultimo grande sogno tennistico, quello di centrare tutti e quattro gli Slam in un solo anno, era stata un’altra piccola italiana, Roberta Vinci, nella semifinale dello US Open nel 2015. Se ci ha pensato, ha pensato bene anche di scacciare quest’ombra a colpi di martello. Anche perché, se la Vinci giocava di fioretto, la Giorgi invece usa il cannone come Serena stessa, e questo è un tipo di scambio nel quale ancora nessuno ha imparato a batterla.

Per l’azzurra, che dalla prossima settimana grazie al risultato di Wimbledon passerà dal numero 52 al 34 del ranking mondiale, vicina alla sua migliore classifica di sempre, resta un torneo da incorniciare. La maturità con cui ha dominato le tensioni fa sperare che non si tratti di un’altra falsa partenza, come quella del 2012, quando sempre sull’erba londinese arrivò agli ottavi. Ci sono voluti sei anni prima di fare un passo in più. Con una vittoria contro la Williams, sarebbe stata la prima italiana nella storia a raggiungere la semifinale di Wimbledon. Giocando come in quest’occasione, avrà altre opportunità.

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